Violenza instutionalizzata: Carabinieri e Procura fuori controllo Un abuso di potere senza precedenti: funzionari pubblici agiscono al di fuori della legalità, usando la forza e l’intimidazione invece della giustizia

Violenza instutionalizzata: Carabinieri e Procura fuori controllo Un abuso di potere senza precedenti: funzionari pubblici agiscono al di fuori della legalità, usando la forza e l’intimidazione invece della giustizia

Maresciallo Marcello Migliozzi, Maresciallo Giuseppe Mann e Carabiniere Marta Racco rapinano un'animalista innocente

Egregi Signori,

siamo testimoni di uno scandalo giudiziario di proporzioni enormi. Quello che è accaduto non è stato un intervento legale, ma un atto di violenza di Stato, eseguito da una rete criminale all’interno delle istituzioni. Un pubblico ministero che ordina una simile operazione e dei Carabinieri e Vigili del Fuoco che la eseguono non agiscono all’interno della legalità, ma al di fuori di essa. Non si sono appellati alla legge – l’hanno calpestata.

1. Un’operazione illegale, un abuso di potere

Un mandato di perquisizione legittimo serve alla raccolta di prove, non all’esecuzione violenta di interessi privati. Ma quello che è accaduto qui non aveva nulla a che fare con un’azione legale.

  • Non c’è stata alcuna sentenza giudiziaria che stabilisse il possesso.
  • Non esisteva alcuna base legale per la sottrazione del bene.
  • Non c’era nessun decreto del giudice che autorizzasse un sequestro immediato senza previa audizione della parte coinvolta.

Sotto il pretesto di un mandato di perquisizione, è stata messa in atto una sottrazione illegale di possesso, con violenza, abuso della forza pubblica e totale disprezzo dei principi dello Stato di diritto.

 2. Cosa dice davvero la legge? Le questioni di possesso e proprietà sono materia del diritto civile

Il diritto italiano regola con precisione come vanno risolte le controversie su possesso e proprietà. Non è la polizia a decidere, ma un giudice in un procedimento civile.

Articolo 832 Codice Civile (c.c.) – Diritto di proprietà:

• Il legittimo proprietario ha diritto al possesso di un bene, ma un terzo può sottrarlo solo con una sentenza del giudice in un procedimento ordinario.

Articolo 1140 c.c. – Tutela del possesso:

• Chiunque sia in possesso di un bene gode della protezione della legge. Anche se un’altra persona rivendica diritti superiori, non può riprenderselo con la forza né con l’ausilio delle forze dell’ordine.

Articolo 1168 c.c. – Divieto di spossessamento arbitrario:

• Se qualcuno viene privato del possesso con la forza o illegalmente, può avviare un’azione immediata di reintegrazione (azione di reintegrazione).

Anche se l’altra parte avesse ragione, avrebbe dovuto attendere la decisione di un giudice in sede civile.

3. Cosa sarebbe dovuto accadere?

Chi rivendica un bene deve presentare un’azione di rivendicazione (azione di rivendicazione, Art. 948 c.c.)

  • Fino alla sentenza del giudice, non può adottare misure unilaterali, né tantomeno coinvolgere la polizia per far valere un diritto non ancora riconosciuto.
  • Se qualcuno viene privato illegittimamente del possesso di un bene, ha diritto a un’ „Ordinanza di Reintegrazione nel Possesso“ (Art. 1168 c.c.), emessa dal giudice, che dispone l’immediata restituzione.
  • Se qualcuno viene privato illegittimamente di un bene, ha diritto alla restituzione immediata e al risarcimento del danno.

 4. Un’operazione criminale sotto il paravento dello Stato

Quello che è accaduto non è solo illegale, ma rappresenta un abuso sistematico del potere nelle istituzioni:

  • Un pubblico ministero che ordina un’operazione senza base legale sta commettendo un reato.
  • I Carabinieri che la eseguono agiscono come una squadra di picchiatori, non come forze dell’ordine di uno Stato di diritto.
  • I Vigili del Fuoco che vi partecipano si rendono complici di un’aggressione contro un cittadino.

Non si tratta di un errore procedurale – si tratta di abuso di potere, violazione della legge.

5. Una catena di menzogne, violenza e intimidazione

Qui hanno mentito tutti e tutti hanno violato la legge.

Dall’accusa inventata del furto del cane, alla falsa presentazione di un mandato di perquisizione valido, fino alla costruzione di accuse fittizie contro l’attivista, secondo cui avrebbe aggredito i Carabinieri.

I Carabinieri sapevano perfettamente di agire illegalmente. Sapevano che non esisteva alcuna sentenza che giustificasse la sottrazione del bene.

Hanno quindi adottato un metodo ben collaudato nella giustizia arbitraria: fabbricare un’accusa per criminalizzare la vittima dopo l’aggressione.

 6. Impunità, corruzione – la nuova faccia di un sistema mafioso?

Contro il Maresciallo Migliozzi, il Carabiniere Francesco Gargiulo, il Carabiniere Marta Racco e tanti altri agenti sono già state presentate diverse denunce penali.

Ma la Procura non le prende nemmeno in considerazione – vengono semplicemente ignorate. Non ci sono conseguenze per i loro crimini, per quanto gravi possano essere.

Ogni incontro con i Carabinieri di Bompietro, Alimena e Petralia Sottana è contrassegnato da reati commessi dagli stessi agenti. Dai verbali falsi alle intimidazioni e minacce di arresto, dalle perquisizioni illegali fino alla violenza privata e privazione della libertà personale.

Oggi si sente spesso dire che la mafia non esiste più. Forse perché ora indossa un’uniforme e si nasconde dietro la facciata dello Stato di diritto.

Ma basta guardare dietro questa facciata per accorgersi che i metodi sono sempre gli stessi – è solo cambiata la maschera con cui si presentano.

Quando uno Stato agisce in questo modo, non è più uno Stato di diritto – è una minaccia per i suoi cittadini.

E chiunque rimanga in silenzio di fronte a questa ingiustizia, ne è complice.