Salvatore Di Liberti – un avvocato come uscito dall’inferno L’inversione dei ruoli: l’avvocato che ha difeso l’accusa

Salvatore Di Liberti si lava le mani – e diventa complice dei Carabinieri e il PM Lorenza Turnaturi

Con una lettera datata 11 marzo 2025, l’ex difensore d’ufficio Salvatore Di Liberti cerca di scaricare ogni responsabilità, attribuendo alla sua ex assistita la colpa per l’esito disastroso del procedimento. Invece di mettere in discussione le accuse assurde e contraddittorie dei Carabinieri, le accetta senza riserve – sebbene, secondo la giurisprudenza consolidata, tali accuse non giustificherebbero neppure in ipotesi una misura cautelare. Di Liberti dimostra così di non essere mai stato dalla parte della difesa, ma piuttosto della pubblica accusa.

Diritti della difesa ignorati – Salvatore Di Liberti ostacola l’accesso all’interprete e la comunicazione

Dal verbale ufficiale dell’udienza del 6 marzo 2025 risulta chiaramente che Di Liberti non ha comunicato al giudice le ripetute richieste dell’imputata di avere un interprete. Solo dopo che la stessa lo ha pubblicamente chiesto in aula sulla sua assicurazione professionale, l’avvocato ha improvvisamente ammesso l’esistenza di barriere linguistiche. Tuttavia, anche dopo tale ammissione, non ha richiesto alcun rinvio dell’udienza – una grave violazione dei suoi doveri professionali.

Mandato tradito in diretta – continua a parlare nonostante il rifiuto esplicito della cliente

Sebbene l’imputata abbia rifiutato pubblicamente la sua assistenza durante l’udienza, Di Liberti ha continuato a parlare in suo nome, violando così il suo diritto all’autodeterminazione. Secondo quanto risulta dal verbale, l’intera udienza è stata registrata dalla ditta RICINA – un elemento probatorio chiave che documenta questi fatti.

Scelta procedurale imposta – rito direttissimo senza consenso

Ancora più grave: Di Liberti ha richiesto il rito direttissimo – la forma procedurale più svantaggiosa per l’imputato – senza informare né ottenere il consenso della sua assistita. La decisione di avviare questo tipo di processo senza consultazione rappresenta un atto deliberato di sabotaggio della difesa.

Tradimento professionale – un caso esemplare di patrocinio infedele

Il comportamento di Salvatore Di Liberti costituisce un evidente caso di patrocinio infedele. Non solo ha omesso di esercitare la difesa, ma ha agito consapevolmente contro gli interessi della propria assistita. Questa rottura del mandato non è soltanto un fallimento deontologico, ma anche un fatto potenzialmente rilevante dal punto di vista penale – e merita l’attenzione dell’autorità giudiziaria e dell’ordine forense.

Difesa d’ufficio o braccio armato della Procura? – Quando il sistema diventa una farsa

Questo caso dimostra quanto possa essere pericoloso il sistema della difesa d’ufficio quando la fedeltà alla magistratura prevale sulla tutela dell’imputato. Salvatore Di Liberti incarna un sistema in cui il difensore diventa il braccio esecutivo della pubblica accusa – e i diritti della persona imputata vengono sistematicamente calpestati.

Salvatore Di Liberti, Avvocato d'ufficio, Termini Imerese