Maresciallo Marcello Migliozzi – grande manipolatore e comandante della squadra d'intimidazione di Bompietro Il suo obiettivo: distruggere sistematicamente i cittadini che a lui o ai suoi amici non piacciono

Maresciallo Marcello "il Marecello" Migliozzi, Comando Carabineri Bompietro

A Bompietro il Maresciallo Marcello Migliozzi semina paura e terrore. Cittadini tedeschi lo accusano di intimidazioni sistematiche, abuso di potere e distruzione mirata delle persone che a lui o al suo ambiente risultano scomode.

Due episodi illegali di sequestro di persona e gravi intimidazioni

Le accuse contro il Maresciallo Marcello Migliozzi e suo colleghi sono gravi. Una cittadina tedesca, da tempo bersaglio di azioni intimidatorie da parte dei Carabinieri di Bompietro, denuncia tra l'altro due episodi illegali di sequestro di persona.

Nel Agosto di 2020, con il pretesto di avere alcune domande da porle riguardo a una denuncia da lei presentata, è stata attirata in caserma. Convinta in buona fede che volesse aiutarla, vi si è recata. Una volta dentro, il tono cambia e le viene chiesto con insistenza di consegnare il proprio cellulare („deve consegnare il cellulare“). Nonostante la chiara richiesta, ripetuta più volte „Voglio andare, apri la porta!“, il Maresciallo Migliozzi ha ignorato ogni appello. Invece Migliozzi ha reagito con un atteggiamento intimidatorio, cercando manipolativamente di far apparire ingiusta o inappropriata la richiesta della vittima. Invece di lasciarla andare, è stata trattenuta in caserma per tre ore senza motivo contro la sua espressa volontà.

Caserma Carabinieri Bompietro: 13/08/2020 Maresciallo Marcello Migliozzi e il suo collega di Locati bloccano l'uscita con le braccia incrociate

La donna ha successivamente presentato denuncia alla Procura di Termini Imerese con prove audio e video, manifestando chiaramente il timore che, dopo questo episodio, i Carabinieri potessero tentare di accusarla falsamente di qualche reato. Ha dichiarato inoltre che, a causa del clima di paura, è stata costretta a modificare le proprie abitudini di vita.

Come risulta dal modello 335, questa denuncia, come tutte le altre contro i Carabinieri , non è mai stata trattata. Al contrario, si è avverato il timore della tedesca.

La richiesta ex art. 335 cpp mostra solo indagini a carico di Daniela Scalisi per calunnia, nient'altro.

Maresciallo Migliozzi e Car. Gargiulo trasformano una casa privata in un “cantiere stradale” per imporre una multa illegittima

Nel novembre 2023 il Maresciallo Marcello Migliozzi e il suo collega Francesco Gargiulo hanno applicato intenzionalmente in modo errato il Codice della Strada per danneggiare deliberatamente due cittadini tedeschi con un pagamento ingiustificato di oltre 1000 euro.

Hanno fatto riferimento a norme relative ai cantieri stradali, ovvero ai lavori in corso su suolo pubblico, mentre nella loro stessa dichiarazione affermano che si trattava di lavori sul tetto di un'abitazione privata. Questo dimostra chiaramente che hanno applicato il Codice della Strada in modo deliberatamente errato e con l’intento di danneggiare i cittadini coinvolti.

Inoltre, hanno sostenuto falsamente che la cittadina tedesca avrebbe completamente ostruito il passaggio nella Via F. con detriti di cantiere. Tuttavia, due foto scattate lo stesso giorno dimostrano che il materiale edilizio non era affatto collocato nell’area di passaggio, ma era stato depositato direttamente davanti alla casa, lungo la parete dell’edificio, senza creare alcuna ostruzione al transito.

Prova: foto del 27.10.2023 è ancora disponibile in originale sul cellulare.
Maresciallo Marcello Migliozzi suonando il campanello, dietro di lui, a destra,il responsabile del III settore tecnico urbanistico Arch. Antonio Sabatino. Si vede chiaramente che le macerie sono lungo il muro della casa e non nel passaggio di via F.

Un'altra contraddizione riguarda l’uso del nastro segnaletico posizionato per proteggere i pedoni da eventuali cadute di materiale dal tetto. I Carabinieri hanno dichiarato che tale misura di sicurezza non fosse sufficiente, sebbene numerose foto pubblicate dalla stampa dimostrino che anche i Vigili del Fuoco utilizzano il nastro segnaletico nelle stesse situazioni. Pertanto, questa modalità di protezione deve essere considerata adeguata e conforme agli standard di sicurezza.

https://www.pordenonetoday.it/cronaca/crolla-il-tetto-di-una-vecchia-abitazione-strada-chiusa-al-traffico.html

Inoltre, Migliozzi e Gargiulo hanno affermato che l'auto del cittadino tedesco fosse parcheggiata in modo da ostacolare il passaggio. Tuttavia, una foto scattata lo stesso giorno dimostra che il veicolo era parcheggiato a un metro dalla Via F., smentendo così la versione dei due Carabinieri.

I cittadini tedeschi ingiustamente accusati hanno presentato ricorso al Giudice di Pace, ma dopo più di un anno non hanno ricevuto alcuna risposta. Anche la denuncia contro il Maresciallo Migliozzi e il suo collega Car. Francesco Gargiulo non viene trattata dalla Procura. Nonostante ciò, 'il Marecello' rimane in carica.

Prove ignorate per colpire i calunniati: quando le indagini servono a condannare ingiustamente invece che a scoprire la verità

Nel processo penale 4195/23 orchestrato tramite calunnia di Daniela Scalisi (Alimena), Marcello Migliozzi e Francesco Gargiulo hanno ignorato durante la perquisizione di un'auto prove video di una dash-cam chiaramente a discarico degli imputati, nonostante questa emettesse un segnale acustico evidente all'apertura delle portiere.

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Inoltre, hanno omesso di menzionare indizi fondamentali e hanno usato questa omissione per rappresentare falsamente i fatti, tentando così di favorire una condanna ingiusta.

Di certo non si può escludere che il Maresciallo Migliozzi e il suo collega Gargiulo siano male formati, ma che siano così incapaci da non riconoscere prove a discarico evidenti durante una semplice perquisizione di un'auto appare estremamente improbabile, soprattutto considerando il filo conduttore dell'intera vicenda.

Anche questo piano è fallito. Nonostante una denuncia, la Procura non procede con le indagini, e "il Marecello" Migliozzi resta in servizio.

Intimidazione pubblica e diffamazione: la presunta "convocazione ufficiale" è una trappola

In Febbraio 2025, il Maresciallo Marcello Migliozzi, Car. Marta Racco e l'Appuntato Scelto Q.S. Andrea Catalano hanno pubblicamente diffamato e intimidito la donna tedesca in pubblico, consegnandole – posizionandosi provocatoriamente a gambe larghe di fronte a lei, mentre i passanti attraversavano la strada – un invito di presentazione tradotto intenzionalmente in modo ingannevole. Nel testo in lingua tedesca si dichiaravano "im Dienst des Kommandos im Namen von Herrn Dr., (in servizio al Comando in intestazione al nome dell'dott.), per far credere alla destinataria che si trattasse di una convocazione ufficiale della Procura, inducendola così in errore per attirarla in caserma.

Il Maresciallo Marcello Migliozzi, la Car. Marta Racco e l'Appuntato Scelto Andrea Catalano si esibiscono come in una coreografia da boyband, degna di una performance teatrale dei Backstreet Boys & Girls.
Carabiniere Marta Racco, Comando Carabinieri Bompietro
Maresciallo Marcello Migliozzi e Appuntato Scelto Andrea Catalano, Comando Carabinieri Bompietro
Invito di presentazione consegnato da Maresciallo Marcello Migliozzi, Marta Racco e Andrea Catalano
Maresciallo Migliozzi sostiene di aver consegnato il documento in mano. Tuttavia, le prove dimostrano chiaramente che lo ha semplicemente posato su una panchina. Questo solleva interrogativi sulla veridicità delle sue dichiarazioni ufficiali. Se un pubblico ufficiale dichiara il falso in un atto ufficiale, si tratta di un reato ai sensi dell’Art. 479 CP. Il Maresciallo Migliozzi ha fornito un’informazione falsa in un documento ufficiale.
  1.  Un inganno premeditato e una pubblica umiliazione per costringere la cittadina tedesca a presentarsi in caserma
    Inserendo il titolo „Dr.“ („Dott.“) solo nella versione tedesca, si è volutamente cercato di far credere alla cittadina tedesca che l'invito provenisse dalla Procura della Repubblica e che avesse quindi carattere obbligatorio. Allo stesso tempo, Migliozzi ha omesso intenzionalmente di indicare un nome specifico, in modo da non rendere immediatamente verificabile la falsità dell'atto e da evitare un'accusa diretta di falsificazione. Nella versione italiana, questo riferimento è completamente assente – un chiaro stratagemma ingannevole finalizzato a dare un’apparenza di legittimità alla convocazione, pur essendo priva di qualsiasi valore giuridico. Se l’„invito di presentazione“ fosse stato realmente emesso dalla Procura, la versione italiana avrebbe dovuto riportare in modo chiaro il nome del pubblico ministero e il relativo provvedimento ufficiale.
  2. Una pubblica umiliazione per farla apparire colpevole agli occhi dei passanti
    Oltre all’inganno, l’azione è stata organizzata in modo volutamente teatrale e umiliante: Tre persone – il Maresciallo Marcello Migliozzi, Car. Marta Racco e l’Appuntato Scelto Q.S. Andrea Catalano – si sono disposti in modo provocatorio davanti alla donna, occupando lo spazio e creando una scena pubblica. Il loro comportamento faceva apparire la situazione come un intervento urgente e necessario, dando l’impressione ai passanti che la donna avesse commesso un reato e che fosse in atto un provvedimento ufficiale contro di lei.
    In realtà, l’atto non aveva alcuna urgenza né giustificazione per essere consegnato in questo modo pubblico e teatrale.
    Si è trattato di una vera e propria messa in scena volta a intimidire, umiliare e diffamare la cittadina, sfruttando la presenza di testimoni per gettare sospetti sulla sua persona.
  3. Un abuso per esercitare pressione psicologica e obbligare la vittima ad agire contro la propria volontà

    Il fatto che ciò non sia avvenuto dimostra che la versione tedesca è stata manipolata con l'intento deliberato di ingannare la destinataria e di indurla, con un falso pretesto, a recarsi in caserma.

    Questa non è una semplice ambiguità, ma una pratica che potrebbe configurare un abuso di potere o addirittura un tentativo di violenza privata (art. 610 CP), in quanto si è utilizzata false affermazioni per esercitare pressione sulla donna e costringerla a compiere un'azione che non avrebbe altrimenti intrapreso.

Dal momento che la donna aveva intuito il piano e, invece di recarsi in caserma, aveva sporto denuncia, i Carabinieri hanno successivamente sfruttato la calunnia di un presunto furto ai danni dell'assessore di Bompietro, Salvatore Di Prima, per intimidirla, traumatizzarla gravemente e disstruggere definitivamente la sua reputazione in tutta la zona.

Atto di terrore: irruzione, danneggiamento, calunnia, diffamazione, rapimento per spezzare la volontaria animalista tedesca

Il culmine di queste persecuzioni mirate è stata una violenta azione illegale contro la volontaria animalista tedesca: Migliozzi, insieme a Marta Racco, Andrea Catalano e ad altri Carabinieri di Bompietro, Alimena e Petralia Sottana,  i Vigili di Fuoco e due veterinari dell'ASP Palermo, ha effettuato un'irruzione violenta e illegittima nella casa della donna, sottraendole un cane, utilizzando come pretesto la calunnia di Salvatore Di Prima, secondo cui la donna avrebbe rubato il suo cane.

Alla cittadinanza veniva fatto credere falsamente che tale misura fosse legittima e che un decreto di perquisizione fosse lo strumento giuridico adeguato per agire in quel contesto, quando in realtà non lo era affatto. Per distruggere completamente la reputazione della donna nell'intera zona e terrorizzarla al massimo grado, Marcello Migliozzi e i suoi colleghi, tra cui il Maresciallo Giuseppe Manna (Alimena) e altri, hanno falsamente dichiarato che la donna avesse opposto resistenza da pubblico ufficiale.

Per creare il massimo scalpore e umiliarla pubblicamente, è stata falsamente dichiarata in arresto e condotta in caserma con lampeggianti e sirena. Registrazioni video giudizialmente valide smentiscono chiaramente tali accuse e dimostrano in modo inequivocabile le manipolazioni deliberate da parte dei militari.

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Ogni accusa contro la cittadina tedesca si è finora rivelata costruita ad arte, priva di fondamento e con il solo scopo di distruggere la sua vita.

Migliozzi ha sistematicamente manipolato documenti, ignorato prove e orchestrato falsità per colpirla. Alla luce di tutto questo, quale credibilità possono ancora avere le sue dichiarazioni?

Come dimostra l'ultimo episodio, l'obiettivo è quello di mandare la tedesca in prigione attraverso un processo inquisitorio. E se questo non dovesse riuscire… cosa faranno poi?