Arresto orchestrato e falsi verbali: Carabinieri, Giudice e PM complici nello scandalo clamoroso della Magistratura di Termini Imerese Dagli insulti inesistenti alla “resistenza” fisicamente impossibile: come hanno falsificato i verbali per giustificare un atto di terrore mascherato da arresto

Bompietro, 20 marzo 2025 – Un’irruzione illegale, un arresto fittizio, una serie di accuse ridicole: Carabinieri e Procura si sono coordinati per criminalizzare deliberatamente una persona completamente innocente.

L’arresto non è stato un errore, né un eccesso di zelo, e tantomeno un incidente: era il fine ultimo di un piano ben preciso. Una misura completamente illegale, studiata a tavolino dalla Procura e dai Carabinieri per trasformare in criminale una persona la cui unica “colpa” è quella di credere nello Stato di diritto.

Le accuse? Fabbricate a posteriori per giustificare un atto di terrorismo di Stato già deciso in anticipo. Ma perché questa persecuzione? Per mettere a tacere una donna che da anni denuncia la corruzione e gli abusi di potere dei Carabinieri. Da allora, la Procura di Termini Imerese e le caserme di Petralia Sottana, Alimena e Bompietro hanno montato uno dopo l’altro processi infondati per schiacciarla.

 1. La misura era ILLEGALE – La “resistenza” non è mai esistita

Dal momento che l’irruzione era di per sé un atto di violenza criminale, non poteva esserci alcuna “resistenza” alla pubblica autorità. Ogni cittadino ha il diritto di difendersi dalla violenza illegale, tanto più quando questa viene perpetrata da criminali in divisa.

Ciò significa che ogni singola accusa è non solo falsa, ma completamente irrilevante. Anche se fosse stata vera (e non lo è!), sarebbe comunque stata legittima difesa contro un’aggressione illecita.

Resistere a un atto illegale NON è "Resistenza a pubblico ufficiale" – è autodifesa legittima.

Perché allora analizzare le accuse? Per rendere visibile la spaventosa criminalità dei funzionari coinvolti, in particolare del Sostituto Procuratore Lorenza Turnaturi, che ha orchestrato e coperto l’intera manipolazione come il Guidice Alessandro Quattrocchi che ha convalidato "l'arrresto".

2. Nessuna delle accuse giustifica un arresto

Vediamo le accuse assurde su cui hanno basato l'arresto.

1. Presunti insulti con la parola “Merda
Questa è una barzelletta giuridica! Anche se fosse stata detta (e non lo è stata), un semplice insulto non è sufficiente nemmeno per una denuncia, figuriamoci per un arresto!

2. "spingendo & scagliava con forza la base in legno del letto e la pedana, senza fortunatamente colpire o ferire alcuno."

Cioè avrebbe lanciato la base di legno del letto e una pedana… con UNA SOLA MANO, mentre filmava?  Fisicamente impossibile, ridicolmente costruito e smentito dai video. E anche se fosse vero (e non lo è), la Cassazione ha stabilito chiaramente che il lancio di un oggetto senza colpire nessuno non può MAI essere considerato "resistenza a pubblico ufficiale".

3. "spingeva il Mar. Magg. Manna Giuseppe, con la mano alla schiena, invitandolo adandare via"
Sfiorare qualcuno sulla schiena è resistenza? Un leggero tocco sulla schiena si chiama contatto fisico. Tale contatto non può mai essere resistenza. Non c’è violenza, non c’è volontà di impedire un’azione, non c’è alcun reato.

4. sputava due volte sulla divisa del Mar. Magg. Manna Giuseppe.
“Sputare” - nessuno l'ha visto, nessuno ha documentato le macchie, nessuna traccia - ma lo scrivono nel rapporto. Lo sputo non è nemmeno una violenza ai sensi dell'art. 337 CP. Non impedisce o ostacola un atto ufficiale. Può essere considerato irrispettoso, ma non una resistenza violenta.

Nessuna di queste accuse – nemmeno se fosse vera – giustificherebbe un arresto. Il solo fatto che le abbiano scritte dimostra la disperazione totale in cui si trovano.

 3. Complicità della magistratura – Un crimine organizzato con il sigillo dello Stato

Il Sostituto Procuratore Lorenza Turnaturi sapeva benissimo di non avere alcun motivo legale per disporre un arresto – eppure lo ha fatto lo stesso.
Secondo informazioni riservate, risulterebbe già indagata dalla Procura Generale presso la Corte di Cassazione per abuso d’ufficio. È considerata una figura opaca e una fedele alleata del Procuratore Generale di Termini Imerese, Ambrogio Cartosio, il cui nome è stato più volte associato alla loggia massonica "Ungheria".
(Maggiori dettagli su: bollettinogiustizia.org)

Non è stata solo complice della farsa messa in scena dai Carabinieri: è stata la mente dietro l’intero piano criminale.

Ma non era da sola:
Il Sostituto Procuratore Manfredi Lanza ha abusato della sua posizione per ordinare un'irruzione illegale in una proprietà privata e sequestrare un cane che si trovava lì legittimamente.
Il Giudice Alessandro Quattrocchi ha approvato l’operato dei Carabinieri senza battere ciglio, convalidando un arresto che non avrebbe mai dovuto avvenire.

Il volto criminale dello Stato

Questa non è più una questione di giustizia – è un’operazione di terrore di Stato. Un'azione premeditata, condotta da pubblici ufficiali che hanno perso ogni legittimità.
Quello che è accaduto non è solo un abuso – è un'azione coordinata da un network criminale interno alle istituzioni.

Se un gruppo di privati avesse fatto la stessa cosa, sarebbe stato accusato di associazione a delinquere, violazione di domicilio, danneggiamento e sequestro di persona. L’unica differenza? Qui i criminali indossano divisa e toga, operano sotto la protezione delle istituzioni e hanno il sigillo dello Stato.

L’unico motivo per cui questa storia non è finita nel peggiore dei modi è la prontezza e il coraggio della vittima durante l'udienza di convalida dell'arresto.

Ma cosa si inventeranno dopo?