Terrore dei Carabinieri a Bompietro: Se la giustizia è illegalità, chi ci protegge?

Il sequestro illegale di un cane svela un sistema di abuso di potere e impunità

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Bompietro, 08.02.2025 – Da quando i Carabinieri, i Vigili del Fuoco e l’ASP di Palermo hanno fatto irruzione con la forza in una proprietà privata per sottrarre un cane, la paura si è diffusa tra gli abitanti di Bompietro. Non si è trattato di un semplice intervento, ma di un’azione priva di qualsiasi decreto di un giudice civile per la restituzione dell’animale – l’unico atto che avrebbe potuto giustificare legalmente un’operazione del genere.

Ma quel decreto non esisteva.

Quello che è accaduto è stato un grave atto di violenza e abuso di potere, orchestrato con il pieno supporto della Procura di Termini Imerese e del Pubblico Ministero Manfredi Lanza, che ha ordinato un intervento che costituisce esso stesso una grave violazione della legge.

Un precedente pericoloso: nessuno è più al sicuro

Con questa operazione, è stato dimostrato un principio inquietante: la legge non esiste per proteggere i cittadini, ma per opprimerli quando fa comodo a chi detiene il potere.

• Se la Procura stessa commette reati, chi punirà i colpevoli?

• Se i Carabinieri non proteggono i cittadini, ma eseguono ordini illegali, chi possiamo chiamare in caso di pericolo?

• Se la legge può essere piegata e usata per atti di violenza e sopruso, chi garantirà che domani non possa accadere a qualcun altro?

A Bompietro ora tutti sanno che lo Stato non è sinonimo di sicurezza, ma di paura.

Un clima di terrore e impotenza

L’evento ha gettato la comunità nel panico. Nessuno sa più a chi rivolgersi in caso di bisogno. I Carabinieri non sono più percepiti come una protezione, ma come una minaccia.

Questa vicenda non riguarda più solo un cane sottratto illegalmente, ma qualcosa di molto più grave: è la prova che chi dovrebbe garantire la giustizia può invece calpestarla impunemente.

A Bompietro, oggi, ognuno sa di essere indifeso.

Un appello urgente: il silenzio è complicità

Non possiamo permettere che un abuso di potere di questa portata passi inosservato. La cittadinanza ha il diritto di sapere la verità e di pretendere che chi ha ordinato e partecipato a questa operazione risponda delle proprie azioni.

Chiediamo un’indagine immediata sui fatti e sui responsabili di questa grave violazione della legalità.

Se oggi è successo a Bompietro, domani può accadere ovunque.