Carabinieri Petralia Sottana: Molestie notturne e tentativi di intimidazione  Cosa si nasconde dietro la persecuzione di un’animalista?

Bompietro, 09.02.2025 – Nella notte tra il 5 e il 6 marzo 2025, un’attivista per i diritti degli animali, ingiustamente sottoposta agli arresti domiciliari, è stata vittima di un'operazione di intimidazione coordinata dai Carabinieri. Quest’operazione, caratterizzata da suonerie insistenti al campanello, continue chiamate e una presenza minacciosa sotto la sua abitazione, solleva interrogativi inquietanti sulle reali intenzioni dei militari coinvolti.

I fatti: un vero e proprio atto di terrore di Stato

Già alle 22:22, due Carabinieri della stazione di Petralia Sottana si sono presentati sotto l’abitazione dell'animalista. Uno di loro, un vicino residente a Locati, l’aveva già vessata in passato: nel 2022 aveva chiuso il suo cane nel proprio giardino, rifiutandosi di restituirlo. Non solo si trattava di un chiaro caso di appropriazione indebita, ma lo stesso Carabiniere aveva richiesto l’intervento delle forze dell’ordine, cercando probabilmente di manipolare la situazione a suo favore – un chiaro esempio di abuso di potere e vendetta personale sotto la protezione dell’uniforme. Questo episodio è già stato denunciato con una denuncia/querela alla Procura di Termini Imerese.

A partire dalle 01:31, la situazione è degenerata ulteriormente. Una pattuglia dei Carabinieri si è posizionata davanti alla casa, mentre quattro agenti si aggiravano attorno all’abitazione, filmavano l’ingresso e la chiamavano ripetutamente.

youtube-video-thumbnail
youtube-video-thumbnail
youtube-video-thumbnail
youtube-video-thumbnail
youtube-video-thumbnail

Cronologia delle molestie notturne

Campanello suonato ripetutamente

  • 22:22 – 1ª volta
  • 01:34 – 2ª volta
  • 01:36 – 3ª volta
  • 01:37 – 4ª volta
  • 01:43 – 5ª volta
  • 01:49 – 6ª volta
  • 01:50 – 7ª volta
  • 01:52 – 8ª volta

Telefonate continue

  • 01:37
  • 01:39
  • 01:40
  • 01:52
  • 01:53

Alle 01:52, uno dei Carabinieri ha iniziato a filmare provocatoriamente l’ingresso dell’abitazione con il cellulare. Alle 01:53, l'animalista si è affacciata nuovamente alla terrazza per capire cosa stesse accadendo. La reazione degli agenti? Uno di loro le ha ordinato di scendere e ha iniziato a scattarle foto con il cellulare, accecandola con una torcia.

Uso improprio di risorse per un’operazione pretestuosa

La giustificazione ufficiale di questa operazione? Il presunto resistenza da pubblico ufficiale. Ma l’impiego di mezzi e uomini in piena notte, accompagnato da tecniche intimidatorie degne di un regime autoritario, non è minimamente proporzionato alla presunta accusa. È chiaro che si tratta di una messa in scena per esercitare pressioni psicologiche e umiliare pubblicamente la vittima.

Cosa rivela questo comportamento sui Carabinieri?

  • I principi dello Stato di diritto vengono deliberatamente calpestati.
  • Risorse pubbliche e forze di polizia vengono strumentalizzate per vendette personali.
  • Invece di perseguire veri criminali, le forze dell’ordine si dedicano a intimidire e perseguitare cittadini impegnati nel sociale.
  • La polizia diventa uno strumento di repressione: questo caso dimostra come alcuni agenti abusino del loro potere per alimentare conflitti personali.

Richiesta di provvedimenti immediati

Questo episodio non può passare inosservato. Rappresenta una grave violazione dei diritti umani e un tentativo illegale di intimidazione nei confronti di una cittadina innocente. Chiediamo:

  1. Un’indagine immediata sui Carabinieri coinvolti per abuso d’ufficio, intimidazione e stalking.
  2. Provvedimenti disciplinari contro i responsabili.
  3. Una dichiarazione ufficiale delle autorità competenti su questa operazione illecita.

Questo episodio non è un caso isolato, ma il sintomo di un problema più profondo: un apparato di polizia che non risponde più alla legge, ma a interessi personali e dimostrazioni di forza.

L’opinione pubblica ha il diritto di sapere come vengono trattati i diritti dei cittadini in Italia – e come alcuni membri delle forze dell’ordine abusano della loro posizione.