ASP Palermo protegge il responsabile dei maltrattamenti invece di tutelare il cane maltrattato
Decisione scandalosa con il coinvolgimento di azioni illegali
Bompietro, 08.02.2025 – Con una decisione scioccante e irresponsabile, l’ASP Palermo non solo ha restituito un cane, che per anni era stato maltrattato per omissione, al suo precedente detentore, ma si è anche attivamente coinvolta in un’operazione illegale e violenta, in violazione dei principi fondamentali della protezione degli animali e dello Stato di diritto.
Anni di maltrattamenti: rinchiuso, malato, trascurato
Il cane è stato tenuto per anni in condizioni inaccettabili:
- Era costantemente isolato e rinchiuso, senza un’adeguata possibilità di movimento o interazione sociale.
- Le condizioni igieniche erano disastrose: l’area esterna veniva pulita raramente, con accumuli di escrementi e urinache provocavano un fetore insopportabile.
Dopo il suo salvataggio, il cane ha finalmente iniziato a riprendersi: ha sviluppato massa muscolare, ha perso peso in eccesso e ha ricevuto cure veterinarie.
Tuttavia, invece di tutelare questi progressi, l’ASP Palermo si è resa complice di un’operazione illegale, durante la quale il cane è stato restituito proprio a colui che per anni lo aveva maltrattato. Il tutto è avvenuto con il supporto di un intervento pesantemente armato dei Carabinieri. Durante questa operazione si sono verificate gravi violazioni della legge, tra cui:
- Violazione di domicilio da parte di forze dell’ordine armate
- Danneggiamento
- Ingresso in un’abitazione con un decreto di perquisizione emesso in violazione della legge
- Sottrazione illegittima dell’animale senza alcuna base legale
ASP Palermo complice di un abuso legalmente e moralmente inaccettabile
Con questa decisione, l’ASP Palermo non solo si è resa colpevole di un atto di irresponsabilità morale, ma ha anche contribuito a gravi violazioni legali.
Aveva il dovere di svolgere un’attenta e obiettiva valutazione della situazione prima di restituire un animale maltrattato a chi lo aveva fatto soffrire per anni.
Invece, ha scelto di sostenere attivamente un’azione violenta e illegale, violando i principi fondamentali dello Stato di diritto.
ASP Palermo ignora consapevolmente le evidenti violazioni legali
L’ASP Palermo non può sostenere di non essere stata a conoscenza dell’illegalità dell’operazione. Aveva il dovere di esaminare attentamente il decreto di perquisizione e di verificare la sua legittimità prima di prendere parte a un’azione così grave. Se lo avesse fatto, avrebbe immediatamente notato che il provvedimento non rispettava i requisiti legali minimi.
Invece di assumersi la responsabilità di proteggere il benessere dell’animale e di garantire il rispetto della legge, ha scelto di chiudere gli occhi e di partecipare attivamente a una grave violazione dei diritti fondamentali.
Un ente realmente impegnato nella tutela degli animali avrebbe preteso una verifica indipendente, un controllo della documentazione e una valutazione oggettiva del benessere del cane prima di procedere con la sua restituzione. L’ASP Palermo, invece, ha ignorato ogni principio di prudenza e si è trasformata in un’esecutrice di decisioni ingiustificate e illegali.
L’ASP Palermo, invece, ha ignorato ogni principio di prudenza e si è trasformata in un’esecutrice di decisioni ingiustificate e illegal
L’ASP Palermo ha tradito il suo mandato: Ora devono rispondere
Con questa scandalosa decisione, l’ASP Palermo ha dimostrato chiaramente di non operare per il benessere degli animali, ma di favorire interessi personali e spregevoli di un noto maltrattatore di animali.
Questa decisione solleva interrogativi estremamente gravi:
- Perché l’ASP Palermo ha partecipato a un’azione violenta e illegale invece di proteggere il benessere dell’animale?
- Perché il cane è stato restituito a una persona che lo aveva maltrattato per anni?
- Perché non è stata condotta alcuna verifica indipendente della situazione?
Chiediamo un’immediata indagine e misure concrete contro i responsabili all’interno dell’ASP Palermo. Non è accettabile che un ente incaricato della protezione degli animali sostenga decisioni che mettono nuovamente un cane in pericolo.
Con questa condotta, l’ASP Palermo ha perso ogni credibilità.