Alfredo La Placa – Il Mastru dei Panari Siciliani

 L’arte dell’intreccio dei cesti a Blufi

Blufi, 23.08.2023 –Il maestro dei cesti di vimini di Blufi, Alfredo La Placa, mi accoglie con un sorriso amichevole, comodamente seduto su una poltrona davanti alla sua casa. Davanti a sé ha già preparato tutto il necessario per introdurmi all’arte della tessitura dei cesti.

Alfredo La Placa – Una vita dedicata all’artigianato

Alfredo è un uomo benevolo e rilassato, un pezzo d’uomo con buffi occhi scintillanti. Ha quasi 80 anni, ma non li dimostra affatto.

 

Racconta di aver imparato il mestiere da giovane da un artigiano del paese. Dopo una vita trascorsa come muratore, ha ripreso quest’arte dopo il pensionamento, trovandovi una fonte di relax e soddisfazione.

Anche sua figlia Cristina apprezza molto il suo hobby. Hanno un bel rapporto e spesso lo aiuta. Mi spiega che la tessitura dei cesti richiede molta pazienza, precisione e abilità artigianale. Inoltre, il processo è lungo e laborioso: la maggior parte delle persone non si rende conto di quante ore di lavoro si nascondano dietro un semplice cesto. A volte servono fino a due giorni.

Materiali e preparazione: Il primo passo per un cesto perfetto

Prima di tutto, Alfredo deve trovare e raccogliere il materiale giusto: canne, rami di salice, ulivo e prugno. Questi vengono immersi nell’acqua per ammorbidirli e facilitare la rimozione della corteccia, evitando che si spezzino durante la tessitura. Già questa fase richiede molto tempo.

La tecnica dell’intreccio: Pazienza, precisione e abilità

Osservo Alfredo mentre prende un rametto, lo incide con un coltello affilato e vi infila con cura altri due o tre rami, a seconda delle dimensioni del cestino. Parte sempre dalla base – il funno, come si dice in siciliano – e da lì fa risalire i rami, creando la struttura portante. Seduto in poltrona davanti a casa sua, lavora con gesti sicuri e tranquilli, quasi meditativi.

Un piccolo museo a cielo aperto: Il lavoro di Alfredo a Madonna dell’Olio

Prima di andare insieme a Madonna dell’Olio, facciamo una breve sosta al bar. Una poliziotta, vedendolo entrare, mi dice con un sorriso che in paese tutti lo chiamano “Il Boss di Blufi”. Si conoscono bene.

Arrivati a Madonna dell’Olio, Alfredo e Cristina mi mostrano il piccolo borgo antico che lui stesso ha ricostruito nella piazza antistante la chiesa. L’idea era quella di illustrare ai visitatori la vita di un tempo. Per questo ha costruito una casa con un’intelaiatura di sbarre di ferro, interamente ricoperta di canne, e ha realizzato anche un pozzo e una stufa a legna in muratura.

Tradizione e musica: Cristina e le canzoni popolari siciliane

Nel caratteristico cortile della loro casa, dove Alfredo espone vari reperti e lavori artigianali sulle pareti, la famiglia accoglie gruppi di turisti per mostrare loro l’arte della tessitura dei cesti. Cristina, inoltre, delizia gli ospiti con splendide interpretazioni di canzoni popolari siciliane.

Un ricordo speciale: Il mio regalo d’addio da Alfredo

Come regalo d’addio, Alfredo mi dona un piccolo cestino di vimini con una corda. Mi sento onorata! Ora è appeso allo specchietto retrovisore della mia auto e mi ricorda una mattinata speciale con persone straordinarie.